San GiorgioLe pietre, la vita, il tempo

Esperienza immersiva · Abbazia normanna di Gratteri (PA)

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Blocco 1

Il cammino verso l’abbazia

Vista dell'abbazia normanna di San Giorgio a Gratteri
A sud-ovest di Gratteri, in località San Giorgio, i resti dell’abbazia normanna dominano la vallata.
A sud-ovest di Gratteri, in località San Giorgio, sorse nel XII secolo un’abbazia fondata dal duca Ruggero di Puglia, figlio primogenito di Ruggero II. Il monastero occupava un punto strategico: dominava la vallata ed era vicino a una via che conduceva verso l’interno dell’isola.
Da qui passavano pellegrini, commercianti e viandanti. Le strade univano la costa tra Cefalù e il castello di Roccella ai boschi e all’entroterra fino a Collesano. L’abbazia non era isolata: era una presenza visibile dentro una rete di movimenti, scambi e percorsi.
Blocco 2

Le pietre e la forma dell’abbazia

Ricostruzione del chiostro monastico
La ricostruzione progressiva: il modello nasce dalla materia delle rovine, senza cancellarne il valore.
La chiesa aveva una pianta basilicale a tre navate e terminava con absidi semicircolari. Il portale principale era formato da archi rientranti e da una cornice decorata. Ai suoi lati restano due capitelli: uno con piccole volute e motivi geometrici, l’altro con eleganti forme vegetali.

Resti attuali

Il visitatore osserva i ruderi nella luce del presente, con la tessitura muraria reale come riferimento cromatico.

Ricostruzione progressiva

Le linee delle tre navate emergono a terra intorno al visitatore. Il portale si ricompone partendo dai capitelli esistenti.

Legenda interattiva

Ogni elemento è selezionabile: esistente, ricostruito o tipologico.

Blocco 3

La vita dell’abbazia

Lo scriptorium monastico
La sala dei monaci: gli amanuensi preparavano i materiali e ricopiavano testi religiosi e antichi.
I monasteri medievali erano luoghi di preghiera, ma anche comunità capaci di organizzare la propria vita. Le giornate seguivano la liturgia delle ore. Le tre scene sono collegate dal suono delle ore: una singola giornata diventa così una sintesi della vita monastica.

Il chiostro

Acqua e orientamento. Al suo interno un pozzo o una fontana; intorno la chiesa, gli alloggi e gli ambienti legati al lavoro e alle provviste.

La sala capitolare

Regola e decisione. Si leggevano i capitoli della Regola, si eleggevano gli abati, si accoglievano i novizi, si prendevano decisioni per la comunità.

Lo scriptorium

Lavoro e trasmissione. Gli amanuensi ricopiavano testi religiosi e antichi. Ogni pagina richiedeva tempo, precisione e luce.

Blocco 4

Gli abitanti e gli orti

L'hortus conclusus del monastero
L’hortus conclusus: la vita spirituale dipendeva da gesti concreti, stagioni e lavoro condiviso.
Nel monastero vivevano persone diverse. Accanto ai monaci c’erano i conversi, religiosi impegnati nei lavori manuali, e numerosi laici: servitori, amministratori, lavandaie, stallieri, agricoltori e artigiani.
All’esterno del corpo centrale si trovavano gli spazi coltivati, protetti ma vicini alla cucina, all’infermeria e ai laboratori. L’orto, il frutteto e il giardino delle erbe formavano un hortus conclusus. Qui si produceva cibo e si coltivavano piante officinali.
Specifiche tecniche

Architettura del progetto

Piattaforma

Meta Quest standalone, Unity + OpenXR + Meta XR Core SDK + Interaction SDK. Target: 72 FPS minimi.

Comfort

Teleportazione a nodi, rotazione a scatti, modalità seduta, nessuna accelerazione brusca.

Audio spaziale

Campana, acqua, penna, attività agricole. Voce narrante a 125–135 parole/min con sottotitoli.

Versatilità

Replicabile in VR, video 360° e installazione su schermo per musei e scuole.

Durata

11–14 minuti configurabili. Prologo + 4 blocchi + epilogo con interazioni opzionali.

Installazione pubblica

Versione sincrona su monitor, scheda didattica per gruppi e scuole, indicatore di durata.